La parte del mondo che non fa notizia.

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In questo periodo mi accorgo di guardare i giovani, soprattutto gli adolescenti, attraverso una lente poco indulgente.

Mi arrivano immagini di superficialità, maleducazione, violenza e beni comuni danneggiati. Episodi gravi, capaci di provocare rabbia. La mia prima reazione è stata desiderare punizioni severe.

Dietro quella durezza, però, forse c’è anche paura: la sensazione che il mondo intorno a me stia diventando meno sicuro, meno rispettoso e più difficile da comprendere.

Oggi mi sono fermato su un dubbio: e se non fosse tutto così nero?

La finestra attraverso cui guardo fuori è fatta soprattutto di notizie, media e social. Ma ogni finestra ha un’inquadratura. Ciò che scandalizza, spaventa o indigna viene mostrato. Un gesto educato, un ragazzo responsabile o qualcuno che si prende cura di ciò che appartiene a tutti difficilmente fa notizia.

Quella parte del mondo rimane fuori dall’immagine.

Questo non cancella ciò che accade e non rende meno gravi certi comportamenti. Mi ricorda, però, che ciò che vedo non coincide necessariamente con tutto ciò che esiste.

Mi viene in mente un esempio semplice: nove calcoli sono corretti e uno è sbagliato. Il nostro sguardo cade immediatamente sull’errore, quasi dimenticando gli altri nove.

Forse dovrei allenarmi a cercare anche ciò che funziona. Non per consolarmi, ma per evitare che la parte peggiore diventi, ai miei occhi, il mondo intero.

Adesso, se vuoi, la sedia è tua

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