Questa sera cammino in campagna con il cane. È quasi buio, il cielo è terso e sopra di me compare una Luna quasi piena.
Mi fermo a guardarla.
Penso che dalla Terra ne vediamo sempre la stessa faccia. Eppure quella sola faccia ci è bastata per renderla inesauribile: l’abbiamo fatta entrare nelle canzoni, negli scritti, nelle confidenze e nei momenti più intimi.
Ne osservo la rotondità, il bianco e tutte quelle sfumature che, da lontano, sembrano disegnate apposta per trattenerci con lo sguardo.
Penso a quanta emozione possa aver regalato a due ragazzi seduti in riva al mare. A quanto conforto abbia offerto a chi, sentendosi solo, ha alzato gli occhi nella notte. A quante volte la sua luce abbia indicato una direzione a qualcuno smarrito in un bosco.
E penso alla forza invisibile con cui, da lassù, accompagna il movimento delle maree.
Forse è proprio questo che mi affascina: la Luna non cambia per noi, eppure riesce ogni volta a muovere qualcosa dentro di noi.
Questa sera non le chiedo risposte e non cerco significati nascosti. Mi fermo, con il cane accanto, e faccio la cosa più semplice che spesso dimentichiamo: la contemplo.